o

o

mercoledì 16 aprile 2008

Io, te ed il tempo

Camminiamo.

(anche ammesso che riesca a non aver paura di essere felice, non posso non averne di qualcuno che ne ha a sua volta)

Le cose si muovono intorno a noi ma io non me ne accorgo.

(in fondo, potremmo essere ovunque e niente cambierebbe)

Ridendo, ti dico cose di una tristezza inaudita.

(ognuno di noi è distratto da un pensiero che scavalca il momento presente)

Tu invece piangi. Ed io non sono sorpreso.

(la capacita' di stupirsi presuppone il credere in qualcosa)

Una volta a casa, non posso fare altro che cercarti.

(il contatto fisico mi rammenta la distanza)

Il giorno dopo camminiamo ancora nel vento.

(gli occhi stanchi ma non stanchi di cercarsi)

L'aria è limpida, la luce è serena su quella piccola piazza in cima alla collina.

(da quel punto e' così facile guardare altrove)

Sorrido. Sorridi. Ti faccio un cenno e ci avviamo.

(anche se entrambi fingiamo di non accorgerci di lui, il nostro compagno di viaggio è sempre con noi)

Io, te ed il tempo.

Nessun commento: